la speranza

Il dato più rappresentativo delle primarie è l’incredibile risultato di Bologna e di tutta l’Emilia Romagna in generale, dove alle precedenti consultazioni aveva trionfato Gianni Cuperlo con il 51,87% nel capoluogo (Renzi 35,36%) e il 43,5% in regione (Renzi 42,3%). La maggior parte dei dirigenti democratici sosteneva difatti Cuperlo ma Renzi ha ribaltato completamente il risultato arrivando al 71% in Emilia Romagna. Dietro di lui Cuperlo, con il 15% dei voti e, incollato, Giuseppe Civati, con il 14%. L’affluenza nella regione più rossa d’Italia è stata altissima: 350.000 emiliano-romagnoli hanno affollato i gazebo delle primarie. A Bologna circa 98.000 persone. Che dire, a mio parere sono due gli elementi che rendono unica questa vittoria, sicuramente la straordinaria partecipazione da parte non solo dei militanti, ma di tanta gente anche non schierata politicamente, ma accomunata dalla delusione nei confronti di una cattiva politica degli ultimi 20 anni, gente che è venuta a votare nelle sezioni, nei gazebo, convinta e decisa di voler prendere parte ad un cambiamento, ad un progetto, forse l’ultimo per salvare il nostro Paese. Il secondo elemento è che gli schemi sono saltati, il disordine è prevalso sull’ordine, un ordine che prevedeva delle logiche, dei tempi e dei “passaggi”, condivisibili o no, ma a cui comunque eravamo stati abituati. Ma in realtà la gente del centro-sinistra, già da tempo coltivava al suo interno il seme della delusione, seme che era ampiamente germogliato col il voto di protesta dato a Grillo, un seme che con questo risultato però si può ritenere estirpato e sostituito dal seme della speranza, la speranza di cambiare rotta al Paese. Ora spetta a noi saperci organizzare, spetta a chi appartiene a questo partito, a chi ricopre cariche e a chi non ne ricopre, a chi ha deciso di iscriversi e partecipare, accogliere tutte le istanze, farsi carico delle speranze e dei sogni di questa generazione e delle precedenti, al fine di fare sintesi e gruppo, trasformando la speranza in azioni concrete. Solo così potremmo diventare davvero una forza di governo capace di rilanciare il nostro Paese, e soprattuto di non deludere più il suo elettorato!!!

(Fonte %voti “Il Fatto Quotidiano”)

Annunci